Parla il cappellano del carcere minorile Beccaria

Rho, Don Rigoldi: "Credo in Remi, vuole chiedere perdono alla famiglia Savarino" ma il fratello dell'agente ucciso attacca tutti

Il giovane travolse con un suv il vigile di quartiere

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Articolo pubblicato il 14/07/2017 alle ore 10:03.
Niccolò Savarino
Niccolò Savarino

RHO - Attacca tutti Rocco Savarino, il fratello di Niccolò, l'agente uccisio cinque anni fa alla stazione milanese Bovisa. «Prego Dio che quello che ci è accaduto succeda anche alle persone che hanno scritto queste leggi». Questo il riassunto dello sfogo di Rocco Savarino. Sfogo cui questa mattina ha risposto don Gino Rigoldi, cappellano del carcere Beccaria che conosce bene Remi Nikolic. «Abbiamo visto il ragazzo seguire un percorso fatto di impegni rispettati all’interno di regole e limitazioni. Remi non voleva chiedere scusa da detenuto, e gli abbiamo confermato la sua convinzione, temendo sembrasse un espediente per uscire. Nei prossimi mesi, la richiesta di perdono, se sarà possibile e se vorranno accoglierla, sarà un impegno di questo nostro ragazzo, in cui abbiamo creduto e continuiamo a credere».

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